Bottiglia in vetro di colore verdeazzuro e pasta trasparente. Presenta labbro espanso ribattuto all'interno e appiattito, di ampiezza regolare, collo cilindrico distinto e corpo globoso, a base leggermente concava. L'ansa a nastro, a doppia costolatura, piegata ad angolo retto, è impostata sulla spalla con attacco bifido e si salda sul collo.
Il tipo è riconducibile alla forma Isings 14, gruppo A della Calvi.
Ambito Culturale
Ambito romano, italico-settentrionale
Cronologia
II secolo d.C., prima metà sec.
Materiale e Tecnica
Vetro / vetro soffiato a mano libera
Dimensioni
Altezza: 10,4 cm
Diametro: 3 cm
Diam. orlo: cm 3,00; diam. max.: cm 8,5.
Collocazione
Museo Archeologico
sala V; settore 8
Inventario
667R; XIX-247
Stato di conservazione
Integro
Osservazioni
La tipologia appartiene al vasellame da mensa (contenitori per vino o acqua) e costituisce, insieme alle coppe, una delle forme più ricorrenti del I secolo d.C. e una delle più antiche del vetro soffiato. Oltre al termine latino "lagoena", la brocca vitrea viene denominata anche "olpe" per le strette analogie con l'esemplare fittile. Nell'Italia settentrionale, ma soprattutto in area centro-occidentale, l'olpe fittile diventa un elemento costante del corredo funerario, destinazione che non è invece data come esclusiva per gli esemplari vitrei (sul tema, si rimanda a Zampieri 1998, p. 148). Le lagoenae vitree compaiono in età tiberio-claudia e sono comuni in Italia e Francia. Nel corso del I secolo d.C. molte varianti, in argilla e vetro, appaiono riconducibili a due gruppi principali, che compaiono raramente già nei primi decenni del I secolo d.C.: il gruppo delle brocche a corpo globulare schiacciato, cui appartiene il pezzo in esame, e il gruppo a corpo piriforme o troncoconico. Le brocchette globulari trovano riferimenti precisi con alcuni esemplari provenienti dall'attuale Canton Ticino. Il pezzo è stato inventariato all'interno dell'Inventario Archeologico - Parte II. Il numero romano corrisponde alla vetrina di esposizione.