La superficie dell'oggetto presenta una patina di colore verde chiaro.
Al di sotto dei piedi vi è un lungo perno appuntito, un'appendice di fusione, che serviva all'inserimento della statuetta in una base.
La figura femminile è raffigurata stante, in posizione frontale, con gambe rigidamente unite e braccia abbassate e scostate dal corpo. I palmi delle mani, larghi e piatti, sono rivolti verso l'alto; le dita sono evidenziate da incisioni mentre il pollice è divaricato. Il corpo, allungato e filiforme, è ricoperto da una veste aderente alla figura e svasata all'estremità inferiore; nella parte posteriore notiamo una tacca profonda, in corrispondenza dei talloni, realizzata a lima. Ai piedi la donna porta calzari a punta ricurva (calcei repandi).
Il capo, piatto posteriormente, ha la capigliatura a calotta rilevata, indicata sulla fronte da una serie di trattini incisi disposti a corona; il volto è allungato con mento prominente: ha un grosso naso con la punta schiacciata, occhi a bulbo rilevato, bocca segnata da un'incisione con il labbro inferiore indicato da un cordoncino a rilievo.
Ambito Culturale
Ambito etrusco-italico
Cronologia
V sec. a.C. sec.
Materiale e Tecnica
Bronzo a fusione piena
Dimensioni
Altezza: 10,3 cm
Larghezza: 4,8 cm
Collocazione
Museo Archeologico
Sala II-bronzetti, vetrina 1
Inventario
XIX-26
Stato di conservazione
Intero
Specifiche di reperimento
Provenienza sconosciuta (forse area adriese).
Osservazioni
Il bronzetto riporta nel retro delle gambe un numero M.C. XIV-26: questo non corrisponde al numero di inventario segnato nella pubblicazione dello Zampieri (inv. XIX-26) ma, come si può notare dagli antichi registri di inizio Novecento, ad un altro bronzetto raffigurante una kore con inv. 551, XIV-26, ingr. 24787. Dal confronto con gli antichi registri, il numero XIX-26 risulta essere assegnato ad un ulteriore bronzetto, descritto come un "lottatore con drappo sul braccio", probabilmente un Ercole in assalto. Il catalogo dello Zampieri riporta per il pezzo in questione anche un numero d'ingresso 24787, che non viene riportato nei registri cartacei sopracitati, ed è lo stesso che si riscontra nel bronzetto con inv. 551, sebbene la loro acquisizione sia avvenuta in due anni differenti (1901 e 1900).