Dal 30 gennaio al 28 giugno 2026 il Museo del Risorgimento e dell'Età Contemporanea di Padova ospita l'esposizione "La propaganda del prestito nazionale nella Grande Guerra". In mostra una selezione di cartoline del prestito nazionale donate nel 2015 al Museo da Emilia Zunica Lavagna.
L'iniziativa, promossa dalla Regione del Veneto e dall'assessorato alla Cultura del Comune di Padova, fa parte di un circuito di esposizioni temporanee tematiche dedicate alla comunicazione in guerra e diffuse in diversi musei storici del Veneto; è stata realizzata in collaborazione con il Memoriale Veneto Grande Guerra (MeVe) di Montebelluna, capofila del progetto La Grande Guerra Infinita.
Le cartoline, importante mezzo nello scambio epistolare tra le famiglie e i soldati al fronte, grazie all’uso dell’illustrazione divennero anche veicolo di persuasione sociale per sensibilizzare la popolazione a finanziare lo sforzo bellico. Furono infatti uno dei principali strumenti di propaganda del prestito nazionale, perché univano l'informazione economica a un forte impatto emotivo. La campagna per i prestiti nazionali iniziò con toni dimessi, ma proseguì a ritmo sempre più serrato, assumendo una dimensione di massa e suscitando negli italiani un forte sentimento di partecipazione e di solidarietà verso i combattenti. Le immagini proposte erano a colori, coinvolgenti, di facile e immediata comprensione. Per la realizzazione delle cartoline vennero reclutati i migliori artisti e illustratori del tempo, come Achille Beltrame, Mario Borgoni, Plinio Codognato, Ugo Finozzi, Enrico Lionne, Achille Luciano Mauzan. Vennero mobilitati i maggiori stabilimenti grafici ed editoriali nazionali, quali Alfieri e Lacroix di Milano, Pilade Rocco di Milano, l’Istituto Italiano di Arti Grafiche di Bergamo e l'azienda napoletana Richter. Grandi istituti bancari, come Banca Commerciale Italiana, Banca d’Italia, Banca Italiana di Sconto, Banco di Roma, Consorzio Bancario e Credito Italiano, furono attivi nel promuovere la campagna.
Tra i soggetti ricorrenti, temi familiari, simboli patriottici come l'Italia personificata, il tricolore, il "barbaro invasore" e i soldati che esortavano i civili alle sottoscrizioni. Celebre è l'immagine di Mauzan con il combattente che punta il dito verso l'osservatore, comandandogli di fare il suo dovere. Nell'ultimo prestito nazionale, il sesto, le tematiche e i messaggi cambiarono: al centro non vi era più il conflitto, ma la ricostruzione con la necessità di ripianare il debito pubblico e di riprendere il lavoro. Massiccia fu la risposta degli italiani al richiamo patriottico e alla richiesta di solidarietà monetaria invocata dal governo attraverso strumenti come cartoline e manifesti.
La mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30 al Museo del Risorgimento e dell'età Contemporanea allo Stabilimento Pedrocchi (Piazzetta Cappellato Pedrocchi, Padova)
Chiuso il lunedì, tranne quelli festivi, e l'1 maggio.
Tel. +39 049 8781231