Kirameki Flow. Corpi, luce, movimento
Perfomance di danza di Elena Della Giustina e Rebecca Pantano
Il 12 e 13 settembre al Museo Eremitani
Kirameki Flow. Corpi, luce, movimento
La performance di danza Kirameki Flow. Corpi, luce, movimento, nasce in occasione della mostra Giancarlo Zen. La luce fa l’immagine e si sviluppa a partire dall’incontro tra il linguaggio del corpo e la dimensione luminosa delle opere di Giancarlo Zen.
Kirameki Flow esplora la relazione tra corpo, movimento, luce e spazio, trasformando le sale espositive in un ambiente dinamico e percettivo, nel quale le due danzatrici dialogano con le forme e le variazioni luminose delle opere. La danza contemporanea, contaminata dai linguaggi dell’hip hop, alterna fluidità e impulso, peso e leggerezza, ritmo e sospensione, dando vita a corpi che attraversano e sembrano fondersi e giocare con e nella luce.
Il titolo Kirameki Flow unisce il termine giapponese "kirameki" (煌めき), che evoca lo scintillio, il bagliore e il brillare della luce - e che richiama quindi le peculiarità del NEON, il protagonista indiscusso delle opere di Zen - e "flow", inteso come flusso continuo del movimento. Il flow diventa così il filo conduttore della performance: un fluire tra corpo, luce e spazio, in cui il movimento modifica e rinnova la percezione dell’ambiente.
Particolare rilievo assume la presenza del visitatore, che entra a sua volta nella dinamica performativa. Attraversando le sale, lo spettatore passa costantemente da una posizione di osservazione a una posizione di attivatore della scena: la sua presenza, il suo
movimento e il suo punto di vista contribuiscono a modificare la relazione tra corpi, opere e luce (una peculiarità che si ritrova, del resto, nelle opere al neon di Giancarlo Zen).
La performance diventa così un’esperienza in continuo divenire, in cui danzatori, opere e pubblico partecipano allo stesso flusso percettivo, trasformando temporaneamente lo spazio espositivo in un luogo di incontro tra luce, corpo e sguardo.
CREDITS:
Direzione artistica: Elena Della Giustina
Coreografie di: Elena Della Giustina - Rebecca Pantano
Danzatrici: Elena Della Giustina - Rebecca Pantano
Coordinamento tecnico-organizzativo e consulenza storico-artistica: Guido Bartorelli, Barbara Luciana Cenere, Alvise Zen
Con la partecipazione e il supporto della scuola di danza Centro Danza&Fitness Tito Livio di Padova diretta da Ambra Tesolin.
- Brevi biografie delle danzatrici
REBECCA PANTANO:
Inizia il suo percorso nella danza a Padova a cinque anni e, a diciotto, entra nel programma triennale di formazione professionale del Brancaccio Danza di Roma, diretto da Alessia Gatta. Prosegue la sua formazione attraverso percorsi di alta formazione e ricerca coreografica presso NOD – Nuova Officina della Danza di Torino, la Compagnia Arearea di Udine e il MoDem della Compagnia Zappalà Danza di Catania, approfondendo il proprio linguaggio attraverso workshop con coreografi nazionali e internazionali.
Ha danzato in diverse produzioni e collaborato con compagnie e artisti, tra cui si ricordano Ciack The Lion, ideato e diretto da Alessia Gatta, A Palazzo si balla, Dancing Bo’ e Lucio Dalla, ideati e diretti da Vittoria Cappelli, e Crolli della Ritmi Sotterranei Dance Company. Ha inoltre partecipato a Italia’s Got Talent con il gruppo Wom e a SQUEEZE di Michael Loehr, presentato nell’ambito di INTERPLAY 2022 – Mosaico Danza.
È coreografa e regista di MOST, produzione del CattivoCollettivo, presentata al Festival Areadanza nel 2023 e a SpaccatureFestival nel 2024.
È inoltre coreografa e regista di MOST del CattivoCollettivo, presentato in diversi festival.
Dal 2024 è docente di danza contemporanea per i livelli Junior e Avanzato presso il Centro Tito Livio di Padova.
ELENA DELLA GIUSTINA
Si avvicina alla danza all'età di sette anni, iniziando con lo studio della danza classica e del modern jazz. A quindici anni scopre l’Hip Hop e intraprende un percorso di formazione nella Street Dance con docenti di fama nazionale ed internazionale, fino ad arrivare al diploma nel 2016 come docente di Hip Hop presso la scuola nazionale di formazione professionale NOHA - Nation Of Human Arts diretta da Marisa Ragazzo e Omid Ighani. Negli ultimi anni approfondisce lo studio dell’urban fusion, stile di danza che contamina la tecnica e il movimento della danza urbana con il linguaggio della danza contemporanea.
Come danzatrice ha fatto parte della T-Wave Crew ed Equality Crew, partecipando a eventi, programmi televisivi e competizioni nazionali e internazionali. Ha proseguito la propria attività professionale collaborando a diverse produzioni e performance, tra cui Il Mistico e Il Folle - coreografie di Marisa Ragazzo Afshin Varjavandi, Omid Ighani e Clementine Deluy (Perugia, 2026) - e Danzando Memorie sul Mare, progetto di Stefano Mazzotta e Compagnia Zerogrammi presentato all’Hangarfest di Pesaro nel 2024.
Parallelamente sviluppa una ricerca personale nell’incontro tra danza e arti visive, curando insieme alla storica dell'arte Barbara Luciana Cenere progetti performativi site-specific. Tra questi Kinetic Bodies/Corpi prospettici (2022) e Alter\Alia (2023), realizzati nell’ambito della mostra L’occhio in gioco in occasione dell’Ottocentenario dell’Università di Padova, e Intrecci. Anatomie in movimento, per l'esposizione temporanea "e..." degli artisti Silvio De Campo e Renata Galiazzo (Padova 2024).
Affianca all’attività artistica quella di filmmaker e programmer, collaborando fino al 2025 alla curatela del focus di videodanza Moving Bodies inserito nella programmazione del festival di cinema indipendente Lago Film Fest (Revine Lago -TV). Dal 2022 insegna Hip Hop presso il Centro Danza&Fitness Tito Livio di Padova diretto da Ambra Tesolin.
La mostra
Giancarlo Zen. La luce fa l'immagine, al Museo Eremitani fino al 13 settembre 2026, è la prima retrospettiva dedicata all’artista fiorentino, che ha vissuto e operato a Padova dal 1970 fino alla scomparsa nel 2020. L'esposizione, curata da Guido Bartorelli e Barbara Luciana Cenere, riunisce un corpus di opere proveniente dal lascito dell’artista, arricchito con prestiti da collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali.
Maggiori info sulla mostra qui.
