Una ricerca continua che vede la pittura come protagonista, dagli esordi fino ad oggi. Palazzo Zuckermann ospita l’evoluzione dell’arte di Pope (Giuseppe Galli), che per la prima volta espone ai Musei Civici di Padova nella mostra Nel colore, il gesto aperta dal 18 aprile al 6 settembre ad ingresso libero. La mostra, curata da Dino Marangon, è realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
Un’accurata selezione di opere, anche articolate in installazioni a parete o composte all’interno delle vetrine, illustra il percorso artistico di Pope, ritrovatosi «pittore fin dalla giovanissima età», come lui stesso ricorda nell’intervista pubblicata nel catalogo della mostra.
Nato nel 1942 a Portogruaro, dove ancora oggi vive e lavora, si è trasferito da adolescente prima a Fano e poi a Roma, dove ha potuto attingere dal vivace contesto artistico dell’epoca. Tornato in Veneto si è diplomato all’Accademia di Belle Arte di Venezia, sotto la guida di Bruno Saetti, Giuseppe Santomaso e Carmelo Zotti. Proprio all’Accademia Pope ha cominciato a distinguersi per la sua volontà di superare il concetto di arte figurativa. Un aneddoto da lui stesso raccontato, sottolinea questo aspetto: «Entro all’Accademia e trovo una bella sala grande, gessi, la modella, nature morte. E, in un certo qual modo, mi sento spaesato. Ritorniamo a fare la natura morta? Ritorniamo a fare la modella? Io avevo già smesso. Tanto è vero che la modella mi fa: “Perché tu non mi dipingi mai?” Perché io sono nato astratto e non ho bisogno della modella, ho detto».
Quello di Pope è un costruire continuo, un percorso scandito da cicli artistici che si concludono ogni volta che subentra la «stanchezza» per un determinato linguaggio. Seguendo questo lungo percorso, la mostra si sofferma sulle tappe più importanti della carriera dell’artista. Dalle ricerche di matrice informale ad un’inventiva analisi degli emblematismi Pop e all’addentrarsi in indagini geometrico-percettive, che abbandona per concentrarsi sui linguaggi della pittura. Studi che lo portano a lasciare impresse sulle tele ripetizioni di bande cromatiche di uguale larghezza e due toni leggermente discontinui dello stesso colore, fino a che non arriva a cancellare tutto e ripartire con nuovi spunti creativi. Con una costante che non viene mai meno, anzi si affina: la qualità della pittura, votata alla ricerca della bellezza.
Il lavoro di equilibrio tra innovazione e identità artistica di Pope è stato riconosciuto in svariate occasioni espositive e partecipazioni ad importanti rassegne in Italia e all’estero.
Venerdì 17 aprile, ore 17.30
Palazzo Zuckermnn
corso Garibaldi 33
18 aprile - 6 settembre 2026
dal martedì alla domenica 10:00 -19:00
ingresso libero